Tour de France 2026, Tom Pidcock: “In salita il mio cambio ha smesso di funzionare. Non ho potuto cambiare rapporto nello sprint”

Non arriva ancora la prima gioia del Tour de France 2026 per Tom Pidcock. Il corridore della Pinarello Q36,5 Pro Cycling è riuscito a inserirsi nella fuga decisiva della nona tappa, dove la presenza di quattro GPM, nessuno dei quali particolarmente duro, sembrava garantire il successo per gli attaccanti. Alla fine, sono stati proprio i fuggitivi a giocarsi il successo finale, nonostante la UAE Team Emirates – XRG prima e la Netcompany INEOS abbiano cercato di tenere la situazione sotto controllo, imponendo un’andatura sostenuta nel gruppo maglia gialla. Nella volata a quattro con cui si è decisa la corsa, tuttavia, il britannico si è dovuto arrendere a Mathieu Van Der Poel (Alepcin – Premier Tech)Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), arrivando terzo anche a causa di un problema meccanico.

In salita il mio cambio posteriore ha smesso di funzionare e non potevo cambiare rapporto del pacco pignoni – ha spiegato ai nostri microfoni subito dopo l’arrivo – Non sono riuscito ad aggiustarlo in discesa, anche se ci ho provato, o ad avere un cambio di bici. Poi nello sprint ero nella posizione giusta ma ero così concentrato che non mi sono accorto che non funzionava ancora. Ho provato a cambiare rapporto, ma non ho potuto farlo. Non so cosa sia andato storto. La mia bici è stata perfetta per tutta la corsa e proprio oggi che era il giorno giusto qualcosa non ha funzionato“.

Sarebbe stato difficile comunque vincere in quella situazione – ha poi ammesso Tom Pidcock – Comunque sono contento di com’è andata la giornata e di come arrivo al giorno di riposo. Mi sentivo piuttosto bene, sono rientrato per ultimo sulla fuga. Mi sono sentito bene tutto il giorno, nonostante il caldo. Forse sarebbe stato meglio se non ci fosse stato uno veloce come Mathieu, ma va bene così. Il mio piano per batterlo? In quella situazione, forse la cosa migliore è lasciare che il gruppo si avvicini il più possibile, così da costringerlo a partire lungo. È quello che ho cercato di fare, costringerlo a fare partire la volata”.

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